Spirito Lakota: la cultura dei Nativi Americani promossa dalla Mauna Kea

20-09-2020 by Mauna Kea & MAuna Loa Edizioni

Una casa editrice marchigiana, la Mauna Kea Edizioni, propone Spirito Lakota


L’artista Lakota Jim Yellowhawk racconta, con parole e stupende opere, il passato e il presente del suo fiero popolo: attraverso 70 bellissime tavole a colori, ci dischiude le porte della cultura Lakota e ci narra la storia del suo popolo, le Black Hills, Toro seduto, Cavallo Pazzo, i pow wow, le tradizioni. La casa editrice Mauna Kea si riconferma promotrice della cultura dei Nativi Americani: già nota per il suo Lessico Lakota, che contiene il primo dizionario Italiano-Lakota, ha pubblicato in esclusiva Voyager. For the Cherokee, una opera di Lance Henson, poeta Cherokee, e alcuni libri della attivista per i Popoli Indigeni Raffaella Milandri, tra cui Gli Ultimi Guerrieri. Viaggio nelle Riserve Indiane. L’artista Lakota Jim Yellowhawk pubblica il suo primo libro direttamente in Italia: Spirito Lakota è una raccolta di opere che testimoniano lo spirito dei Lakota-Sioux, fiero popolo di Toro Seduto. Dice Jim Yellowhawk, il cui nome Lakota è Tawoihamble Kpago, che significa “Colui che traccia i suoi sogni”: “ Voglio ringraziare la casa editrice per questo libro, che dedico al Popolo Lakota, alla Nazione Irochese e a tutte le Nazioni del mondo. E onoro e ringrazio i miei genitori e Antenati che ci hanno aperto la strada fino a oggi. Una parola sulla opera in copertina: è ovviamente una sorta di manifesto, con Toro Seduto su uno sfondo di dollari capovolti, a significare che il denaro non è importante e mette appetiti che nuocciono all’uomo”. Jim Yellowhawk, membro della Banda Itazipco della Cheyenne River Sioux Tribe e della tribù Onandoga della Nazione Irochese, da parte di madre, è un artista Nativo Americano conosciuto a livello internazionale, molto apprezzato per la sua tradizionale ledger art; rappresenta nelle sue opere il patrimonio Lakota spirituale e culturale, ma anche il tempo attuale, con vari mezzi espressivi e arte socio-politica, entrambi esposti in gallerie intorno al mondo. L’opera ha la introduzione del disegnatore bonelliano Marco Ghion e la nota critica dell’artista Carlo Gentili.


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